|
 |
 |
| |
|
Spirali ricorda la poetessa russa |
Bella Achmadulina |
| scomparsa il 29 novembre 2010 |
| |
 |
| |
| |
Le sue poesie sono pubblicate in italiano e raccolte nel libro Poesia, edito da Spirali nel 1998. Straordinaria rappresentante di una Russia millenaria, Bella Achmadulina è oggi la più grande poetessa di questa immensa regione. Prima di lei, forse solo per ordine cronologico, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva. Accanto a lei, per ricordare le battaglie di questo secolo, Josif Brodskij, Evgenij Evtušenko, Aleksandr Kušner. |
|
|
| |
| |
 |
Bella Achmadulina fu la prima moglie di Evtušenko, poeta di spicco in quegli anni nell'ambiente letterario russo. Con la raccolta di liriche La corda (1962) si pose in prima fila, insieme a Evtušenko e a Voznesenskij, nella generazione post-staliniana. Nell'ambito di un severo e tradizionale impianto metrico, Achmadulina conduce una originale ricerca sul linguaggio, attenta alle inflessioni gergali ma sempre guidata dall'ansia di purezza espressiva e dalla fede nella funzionalità simbolica della parola. Nella sua raccolta più matura, Lezione di musica (1969), il virtuosismo stilistico lascia il posto a una più contenuta maturità di espressione. Accanto al tema dell'amore, tipico della sua prima maniera, prende corpo una amara riflessione sul destino del poeta nella società contemporanea. Le sue liriche e i suoi poemi sono tutti incentrati sul problema dell'integrazione dell’artista nella società e su temi personali.
|
| |
|
|
|
|
|
|
| |
Esorcismo (1960)
Non piangete la mia morte - vivrò ancora
in un'allegra mendicante, in una buona ergastolana,
nella donna del sud che gela al nord,
nella pietroburghese tisica e malvagia
al sud malarico - vivrò.
Non piangete la mia morte - vivrò ancora
nella zoppa uscita sul sagrato,
nell'ubriaco accasciato sul tavolo,
e nel povero imbrattatele
che dipinge la Madonna - vivrò.
Non piangete la mia morte - vivrò ancora
nella bimba che impara a scrivere,
che in un futuro indecifrabile, arrossendo
della mia frangetta, i miei versi ripeterà
come una sciocca - vivrò.
Non piangete la mia morte - vivrò ancora
nella più misericordiosa delle suore,
nell'estrema assurdità della guerra,
e alla luce della mia chiara stella
in qualche modo, comunque - vivrò. |
|
|
| |
| |
Dalla prefazione del libro Poesia |
|
|
|
| |
Mio diletto lettore! Mio lettore eletto! Non conosco il tuo nome, ma tu capisci bene di cosa sto parlando, e a te si rivolge questo libro, se da una qualsiasi pagina incomincerai...
Non dirò che esso raccoglie i miei primi o ultimi versi, dirò che questi versi li ho scritti nel corso degli anni. Se qualcuno ha nostalgia della propria giovinezza che coincide con l'inizio della mia vita letteraria, e se avverte la mancanza di alcuni ricordi legati a me, gli chiedo di perdonarmi...
Io ho continuato a vivere nel mondo, ho cercato di essere migliore. |
|
| |
|
|
|
| |
| |
|
| |