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Il libro
Da circa mezzo secolo Ruggero Guarini commenta sui giornali i fatti del giorno. Da questa attività, che ha generato gli scritti di molti suoi libri, fra i quali Fisimario napoletano, è nata una rubrica che egli cura per l’agenzia Il Velino da circa un anno, e in cui esprime quasi ogni giorno il suo parere sulla più contingente attualità nella forma di una lettera immaginaria attribuita ogni volta a un più o meno grande spirito del passato.
Questo volume, in cui l’autore ha raccolto lettere che gli sono state ispirate dagli eventi del 2008, può essere considerato il prodotto di una scommessa che poteva essere vinta solo da un osservatore provvisto di quel raro impasto di doti — curiosità universale, memoria pichiana, cultura enciclopedica, lucidità tagliente, ardore polemico, astuzia letteraria — che fanno di Guarini uno straordinario testimone del nostro tempo, capace di un linguaggio splendidamente retorico eppure diretto e vivo, talora posto al servizio di una verità o di una causa alla quale non rinuncia neppure quando si risolve a suo danno. Sicché di lui si può dire che, persino quando sbaglia, i suoi errori e i suoi eccessi sono sempre dettati non dalle migliori intenzioni, ma dalle migliori ragioni. |
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L'autore
Ruggero Guarini è nato a Napoli nel 1931 e vive a Roma dal 1958.
Entrato a diciotto anni nel Pci, ne uscì dopo i fatti di Ungheria. Ha sempre lavorato nei giornali. Ha scritto i romanzi Parodia, 1973, e Yao, 1995; una traduzione del Cunto de li cunti di Basile (Il racconto dei racconti, 1994); un Breve corso di morale laica, 1987; il pamphlet Compagni ancora uno sforzo, dimenticare Togliatti, 1989; alcune raccolte di articoli e saggi (Punto e a capo, 1977; Il pensiero quotidiano,1993; Questo sì, quello no, 1994); il poemetto Quando bisbiglio la parola Dio, 1991, e un librettino di versi, Un pizzico sulla mano, 2006. Con Spirali ha pubblicato Fisimario napoletano, 2007.
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