| Relatori |
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Sergio Dalla Val |
psicanalista, cifrematico, presidente Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna |
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Susan Petrilli |
docente di Semiotica, Università di Bari, curatrice del libro |
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Augusto Ponzio |
docente di Filosofia del Linguaggio, Università di Bari |
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Gino Scatasta |
docente di Letteratura Inglese, Università di Bologna |
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Vittorio Volterra |
psichiatra, professore ordinario di Psichiatria, Università di Bologna |
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| Conduce il dibattito |
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Carlo Marchetti |
cifrematico, presidente Istituto Culturale Felsina |
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Il libro
Thomas Szasz, psichiatra, psicanalista, noto in tutto il pianeta, oltre che per le sue teorie libertarie in campo medico e psichiatrico e per le sue battaglie contro le coercizioni sanitarie alla libertà e alla dignità individuali e contro gli abusi di farmaci, anche per i suoi tanti libri, tra cui il celeberrimo Il mito della malattia mentale, racconta, in modo analitico, appassionato e avvincente, la vita di Virginia Woolf, dall'infanzia fino al tragico epilogo. L'autore è qui a un tempo analista e scrittore: una duplice disposizione all'ascolto che gli consente di cogliere i lati meno appariscenti della personalità di Virginia, in diretto e aperto contrasto con il discorso dominante, dalla critica letteraria alla psichiatria. Della scrittrice inglese, Thomas Szasz ricostruisce la vita privata nei suoi rapporti con il padre, l'ambiente familiare, gli amici, i personaggi dell'eccentrico circolo di Bloomsbury, e con il marito Leonard. Proprio di Leonard Woolf sono esaminati e descritti nei minimi dettagli il carattere, il modo di "sentirsi ebreo", l'attività editoriale (pubblicò le opere di Virginia e divenne editore ufficiale di Sigmund Freud), la "filosofia", le aspirazioni, le idee sociali e politiche, le idiosincrasie, l'ossessiva e ossessionante dedizione alla moglie. Il rapporto con quest'uomo ebbe un ruolo determinante in tutte le scelte di Virginia, nelle sue gioie e nelle sue sofferenze, nella sua scrittura, nei suoi rapporti privati e pubblici, nel modo ambiguo di vivere la propria "follia" e nelle relazioni con coloro che ebbero l'incarico di gestirla. Un romanzo? Certamente, ma un romanzo che non è racconto di fantasia, bensì l'affascinante ricostruzione della storia di una delle più rivoluzionarie e importanti scrittrici del secolo scorso.
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Echi della stampa
• La maternità negata fece impazzire Virginia Woolf, "La Voce di Mantova", 01/07/2010
• Thomas Szasz, "La mia follia mi ha salvato". La follia e il matrimonio di Virginia Woolf, "La Civiltà Cattolica", 17/04/2010
• Libri: la follia e Virginia Woolf, "L'Avanti", 06/03/2010
• Szasz scardina la mitologia del genio e della follia, "Il Velino", 05/03/2010
• Virginia Woolf: un figlio l’avrebbe salvata, "L'Eco di Bergamo", 05/03/2010
• Cosa c'è da leggere, "La Provincia", 14/02/2010
• "Elogio" della follia, un libro da leggere, "La Prealpina", 12/11/2009
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L’autore
Thomas Szasz è nato a Budapest ma molto presto, per sfuggire alle persecuzioni razziali, si è trasferito con la famiglia negli USA, dove si è laureato in Fisica e in Medicina, si è specializzato in psichiatria e ha compiuto un training psicanalitico. Dal 1956 è professore di psichiatria alla Syracuse University. Collabora alle principali riviste del settore ed è membro delle associazioni americane di psicanalisi e di psichiatria. Fra i libri pubblicati in Italia: Il mito della malattia mentale (Spirali 2003); Farmacrazia. Medicina e politica in America (Spirali 2005); La battaglia per la salute (Spirali 2000); L'incapace, lo specchio morale del conformismo (Spirali 1998); Schizofrenia, simbolo sacro della psichiatria (Armando, 1984); Legge, libertà e psichiatria (Giuffrè, 1984); L'etica della psicoanalisi (Armando, 1977); Il mito della droga (Feltrinelli, 1977).
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