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Il tempo e l'ora
Cesare Milanese
Il tempo e l'ora
Anno: 1981
Pagine: 103
Prezzo: € 6,71

Collana: Collana di poesia
ISBN: 887770098X

Estratto del libro
I- IV

In un istante
in qualche modo tutte queste cose
un principio pi¨ forte
rapido il segno a cogliere ci˛ che gli spetta
al grado delle dottrine d'amore
perfetto e visionario
la ripida salita e la sommitÓ della volta
lÓ si presenta la pianura
la patria dell'esilio
come la nube della luce che lampeggia attraverso
solo un tratto di vita (la vuota sussistenza)
dichiara la sentenza con ostile necessitÓ:
la parola assomiglia alla parola e la cosa alla cosa.


Cesare Milanese: "Sý. Noi viviamo il momento dove lampeggia improvvisa, in qua e in lÓ, avanti e indietro, la mutazione di ogni punto di vista".
Quarta di copertina
La pratica di questa scrittura si articola nella relazione fra spazio e densitÓ. La densitÓ Ŕ anzitutto dei materiali, alti per essere filosofici, tratti da Nietzsche, da Husserl e da Heidegger. Lo spazio, che Ŕ della lingua, corre e si distribuisce nella misura in cui il lavoro sui contenuti batte sul linguaggio. C'Ŕ qui una strategia che vuole essere anche una dichiarazione: avviare il processo di elaborazione dei significati nel rispetto dei loro ritmi interni.
I significati sono allora depurati di se stessi e traslati nel ritmo del "loro" significante, un significante a frase lunga che porta un senso in pi¨, irriscontrabile nel significato originario.
Ma l'assunzione dei contenuti nobili richiede un preciso atto: una stilistica e una retorica che sappiano diventare il vettore di un risultato drammaturgico. Si tocca cioŔ l'estremo di relazione che pu˛ suggerire, di volta in volta, proposte di lettura "da agone" o l'essenzialismo della scelta paradigmatica con termini elementari in cui fluttua il riflesso dell'ermeneutica heideggeriana.
Al privilegio stilistico risponde il ritmo cardinale, sia del verso che della supposta prosa, ove giunge a strutturare una vera e propria metrica; nel giro del ritmo Ŕ preso lo stesso soggetto attante intorno al quale muovono la nitidezza linguistica e il puntiglioso rispetto sintattico.
╚ un movimento, questo, che percorre l'intero tessuto della grammatica che si vuole senza sviste. Il testo cammina infatti sulla convinzione che le mosse si compiano entro un processo di oggettivazione progressiva, quella che obbliga la lingua a pratiche "insigni", sul cui tavolo, quale grammatico, lo scrittore si dispone al gioco.
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