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Enzo Nasso. Saggi critici
Annalisa Saccà
Enzo Nasso. Saggi critici
Anno: 2004
Pagine: 205
Prezzo: € 20,00
Dimensioni: cm 14,0x21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877706652

Estratto del libro
In tutto l'arco della sua carriera, Nasso ha preferito il silenzio. Fino alla fine, quando, appartato nel suo giardino dai mille verdi, lavorava su tele o su sculture che raccontavano il mondo, quel mondo che l'aveva deluso per non essere stato in grado di garantire all'uomo la sua umanità.
Ma io, che ho avuto la fortuna di conoscere Nasso e diventarne amica, non potevo tacere. Non potevo non raccontare la sua vita/opera che è stata, in tutta la sua durata, un unico e inimitabile capolavoro. Ci univa la nostra tradizione calabrese, quella antica degli antenati, che nella conversazione ci riportava a un comune denominatore: l'umore di una terra vissuta come sostrato, un mondo che mi ero portata dentro per tanto tempo e che tramite lui ho imparato a mettere in parole.
Per questo ho scritto questi saggi. Non è solo un gesto d'amicizia. Sarebbe poco. Li ho scritti affinché la sua voce diventasse anche voce dell'altro. Li ho scritti per raccontare la sua parola conforto, che dolce si cala nei contorni dell'anima, e perché la sua memoria è un mio dovere, un gesto d'amore da affidare a quanti, leggendo la sua opera, vengano a conoscerlo.
Il capitolo inaugurale del libro racconta in forma d'intervista la vita e l'opera di Nasso, gli altri capitoli ne fanno un'indagine critica, che intende chiarire la sua posizione nell' ambito artistico e letterario della cultura italiana contemporanea.
Ho avuto l'impressione che l'opera di Nasso sia attraversata da due sentimenti forti che hanno dominato la sua vita: la rabbia e l'amore. La grande rabbia per le ingiustizie sociali fatte alla sua terra e il grande amore per quella gente che le subiva. Sopra tutto, la sua capacità di tradurre i movimenti dello spirito – vissuti nello strazio della gioia e della pena – in segni (parola, immagine, colore, metallo) rimanendo pur sempre candore, come onda d'oceano che in superficie muore.

Quarta di copertina
Enzo Nasso è entrato in America con il testo della sua vita: con la poesia, con i romanzi, con i racconti, con le cronache e i reportage fantastici, con i numerosi cortometraggi e i tre film. È entrato in America con il suo caso di qualità. L'anziano cugino Julius Nasso, ha edificato grattacieli. Enzo Nasso ha scritto e qualificato una vita intellettuale unica. Di lui mi parla, in maniera mirabile, con stima assoluta e con un entusiasmo che mai si spegne, Franco Desideri, notissimo negli anni cinquanta in Italia come poeta di grande talento e apprezzatissimo banchiere nei quarant'anni successivi in America. Di lui mi parla pure Annalisa Saccà, moglie di Franco Desideri, studioso del testo di Nasso, che legge nell'università americana, invitando altri docenti a fare altrettanto (Armando Verdiglione, 1999)
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