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La regina di Saba
Marek Halter
La regina di Saba
Anno: 2009
Pagine: 347
Prezzo: € 20,00
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura con alette

Collana: Romanzi
ISBN: 9788877708649

Estratto del libro
Lei ammirò il suo sguardo brillante, il piacere delle sue labbra. Le piaceva ciò che scopriva. Lui tornava a offrirle i tratti di un altro uomo. Come se la sua barba mascherasse le sue mutazioni.
Propose: – Senti questo: nel palmo, è dolce e caldo, non pesa più di una piuma, oppure è gelido e pesa più delle rocce del deserto.
Lui rimase attonito, si portò un dito alle labbra. La sua espressione si addolcì e la sua voce divenne più grave.
– Tu mi parli di quel neonato che voi donne portate alla punta dei seni oppure nella polvere, secondo la volontà di Jahweh che decide della vita e della morte.
Le piaceva il suo modo di rispondere. Il tempo che si concedeva senza curarsi dei volti che lo guardavano.
La repentina fermezza della sua bocca e del suo sguardo e, d'un tratto, il suo indice lungo, autoritario, che si alzava.
– Dimmi che cos'è che colpisce come un martello ma resta invisibile, pur sembrando, nel soffio delle parole, freddo o ardente.
– Tu mi parli del cuore, regina di Saba.
Un brusio si diffuse nella sala, e lui lo fece tacere con un gesto. Subito dopo, cercò gli occhi di lei. Non cercava di vedere il suo corpo, soltanto i suoi occhi.
– Mia madre mi ha lasciato due tesori – disse lei.
– Uno viene dalla notte della terra. Mia madre vi ha scavato un passaggio. L'altro viene dagli abissi del mar Rosso, sono io che vi ho praticato un foro.
– La pietra d'oro che vedo al tuo dito è il primo dono di tua madre. Il secondo è la perla che pende al tuo orecchio, figlia di Bilqis.
Quando rispondeva subito, perché l'enigma era troppo semplice, la contemplava con tenerezza. I suoi occhi accarezzavano, ma nella sua bocca c'era ironia. Lei doveva fare uno sforzo per non abbassare le palpebre.
Assunse un tono più deciso, più secco.
– Sette cessano, nove incominciano, due offrono da bere, uno solo ha bevuto.
Lui dovette cercare, con le narici serrate. Era lei che sorrideva, maliziosa, felice del suo imbarazzo, del dubbio che si avvertiva nel silenzio della foresta di cedri.
Quarta di copertina
Era nera. Era bella. Lo attestano tanto l'Antico e il Nuovo Testamento quanto il Corano. Grazie a lei il mito dell'uomo africano si accosta a quello dell'uomo bianco. Contrariamente alle regine greche che sfidavano i loro pretendenti sui campi di battaglia, la regina di Saba sfida re Salomone sul campo dell'intelligenza. La leggenda vuole che dal loro breve amore sia nato un figlio, Menelik, che nella lingua ge'ez significa "figlio del re".
La regina di Saba, a cui Marek Halter restituisce tutto lo splendore e l'interesse storico, è sempre più presente nella nostra attualità. Negli studi archeologici, grazie agli ultimi scavi ad Axum, in Etiopia, nella nuova espressione poetico-erotica che si ispira al Cantico dei Cantici e sul piano politico: nella maggior parte dei paesi dell'Africa i gruppi che vantano la propria discendenza dalla regina di Saba e dal re Salomone cominciano a organizzarsi in associazioni e sinagoghe. Marek Halter, basandosi sulle recenti ricerche storiche, traccia i confini del regno di Saba, racconta la vita movimentata di questa regina, fa luce sulle guerre da lei condotte nello Yemen, sull'altra costa del mar Rosso, e sulla sua alleanza con il regno d'Israele del saggio Salomone.
Echi di stampa
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