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Robert Schumann e i tredici giorni prima del manicomio
Uwe Henrik Peters
Robert Schumann e i tredici giorni prima del manicomio
Anno: 2007
Pagine: 303
Prezzo: € 30,00
Dimensioni: cm 14,0x21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877707901

Echi dal web
In diretta da casa Schumann (dal sito Amadeusonline.net)
Robert Schumann e i tredici giorni prima del manicomio (dal sito Musicacolta.eu)

Estratto del libro
La vita di Robert Schumann è oggi fatta oggetto di interesse per lo più a partire dalla fine, la tragica conclusione dei suoi ultimi anni in una clinica psichiatrica. Come siano andate effettivamente le cose a Endenich, e come si spiega che Schumann vi sia finito, ha dato tuttavia luogo a poche indagini. Schumann era un genio romantico, ancora oggi considerato il sommo talento musicale del Romanticismo. E il Romanticismo, perlomeno a partire dalle veglie notturne di Bonaventura, Nachtwachen von Bonaventura di Ernst A.E Klingemann (1777‑1831), ha idealizzato il manicomio e i pazzi. La fine di Schumann quale pazzo tra altri pazzi è sembrata purtroppo congruente e non particolarmente degna di compassione. Infatti, il mondo di allora ha riservato la propria partecipazione sopra tutto alla moglie Clara. La quale è rimasta per la posterità, e fino a oggi, la "moglie duramente provata". Del marito Robert Schumann, e delle sue prove non meno dure, nessuno invece parla. È opinione generale che fosse sifilitico; sicché, tale il sottinteso, è stato causa del suo male e ha condannato la moglie all'infelicità.
I fatti concreti e l'esperienza interiore di Schumann non appaiono altrettanto significativi e non sono diventati materia di indagine. È parso sufficiente vedersi confermati nelle proprie convinzioni.
[...]La vita di Robert Schumann subì un totale capovolgimento in quei tredici giorni. Tredici, non uno di più: quelli che vanno dall'ultimo contatto sessuale tra i coniugi Schumann al giorno in cui Clara e i figli lo abbandonarono in fretta e furia, per non rivederlo mai più.
[...]Gli eventi che precedettero i "tredici giorni" furono tuttavia punteggiati da sviluppi, eventi e problemi che sussistevano già da tempo, in parte addirittura da decenni. Né altrimenti sarebbero andate le cose con un altro essere umano: e questo perché nel nostro modo di sentire, pensare e reagire, portiamo il bagaglio dell'intera nostra vita precedente. Se l'esistenza di un individuo qualunque non ha molta importanza per il divenire della nostra civiltà, e ha tutt' al più incidenza sui figli e discendenti, nel caso di un genio è diverso. Per questo, sarà necessario rifarsi a più riprese ai precedenti eventi ed esperienze della vita di Schumann...
Quarta di copertina

In una delle mie visite nel piccolo museo Schumann a Bonn ho trovato il facsimile di una breve lettera, l'ultima scritta da Schumann, probabilmente in quella stanza, quando era ricoverato lì da più di un anno. Certo la lettera è un rompicapo perché contiene numerose allusioni che non si capiscono. Ma in me non è sorto il minimo sospetto di una malattia mentale.
Una leggenda è stata propinata dai media nel 2006, nel centocinquantenario della morte di Robert Schumann, una storia commovente: il creatore della più bella musica romantica finisce i suoi giorni in manicomio. È una storia così bella che non induce a cercare la verità!
Molti documenti non solo gettano nuova luce sulla sua fine tragica, ma inducono anche a correggere l'immagine che ci si era fatti della coppia ideale di due grandi artisti, Clara e Robert Schumann. E qui spunta una questione di grande attualità: se sia possibile che conducano una normale vita di coppia due grandi artisti intensamente impegnati nella professione e dotati di talenti plurimi e differenti.

Echi di stampa
Contributi video
Telereporter, "Indovina chi viene a pranzo". Prima parte



Telereporter, "Indovina chi viene a pranzo". Seconda parte



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