Contributi di: Armando Verdiglione, Erik Battiston, Paolo Vandin
L'appuntamento del colore in un acquerellista geniale Estratto del libro
Ho cominciato a dipingere fin da bambino: facevo disegni. Mio padre diceva che avevo talento, e li portava in giro per mostrarli ai colleghi. Fra i suoi clienti, aveva Morandi, cui fece vedere i miei disegni. Morandi gli disse che ero adatto per frequentare il liceo artistico. E da lì ho cominciato a frequentare l’Accademia Clementina di Bologna.
Nel primo anno, ho avuto come professore di incisione lo stesso Morandi, ormai anziano; era sempre inseguito da persone che volevano da lui un disegno e cose del genere. Lui ci aiutava a fare alcuni disegni che, regolarmente, gli assistenti si portavano a casa.
[...]
Gli acquerelli di Morandi mi hanno affascinato molto, ma sono stato sicuramente influenzato da Magritte: trovo che nei miei quadri ci sia il surrealismo, anche se il mio stile può essere qualificato figurativo moderno.
Una cosa che sicuramente mi prende è il colore, nei miei quadri c'è una ricerca costante del colore, dell'accostamento di colore, della trasformazione. Tante volte, mentre viaggio, mi accorgo di non guardare un paesaggio come una macchina fotografica può vederlo, ma di trasformarlo costantemente, così come lo farei io [...].
(Marco Castellucci)
Contributi video
Video del libro "L'acquerello di Dio"
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