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Vita grottesca e tragica di Victor Hugo
Eugène Ionesco
Vita grottesca e tragica di Victor Hugo
Anno: 1985
Pagine: 122
Prezzo: € 12,91

Collana: l'alingua
ISBN: 8877700769

Ventenne, Ionesco scrive Viata grotesca si tragica a lui Victor Hugo e la pubblica a più riprese su una rivista romena. Procede in maniera inversa a quella della maggioranza dei biografi: è un libro che fa scandalo. Si può essere contro Victor Hugo? A 15 anni, il genio nazionale francese era già riconosciuto "enfant sublime". A 25, è un caposcuola, ma la sua vita è un seguito di contraddizioni. Si batte per i poveri ma si fa eleggere deputato nelle file dei conservatori e si schiera contro la Comune. Chiede le esequie dei poveri – era il 1885 – e il governo espone il corpo sotto l'Arco di Trionfo mentre due milioni di persone in lacrime risalgono i Campi Elisi verso l’enorme drappo nero pendente dall'arco di marmo bianco.
Nella sua vita canta l'amore romantico e resta vergine per amore della giovane Adele, l'unica donna che abbia amato, mentre lei lo tradisce con Sainte-Beuve, il suo migliore amico. L'attrice Juliette Drouet gli dedica la carriera e l'esistenza, e lui si fa sorprendere in flagrante adulterio con Léonie Biard. Come in una farsa, l'amante viene condotta in prigione e Hugo ricorre all'immunità dei Pari di Francia. "Non si potrà più sollevare da questo colpo", scrivono i giornali. "Ma la Francia è elastica - commenta Lamartine - ci si solleva da tutto. Anche da un canapé".
Scrive nella Prefazione all'edizione italiana: "Ai lettori italiani che vorranno aprire questo libro, il mio saluto e il mio ringraziamento. Grazie anche all'editore.
Risale ai miei vent'anni, come è detto nella premessa: ero uno studente lavoratore, ricercatore, ma di spirito polemico.
Volevo demistificare non Victor Hugo in particolare, volevo attaccare non il romanziere o il poeta ma il grande. Già cercavo di esorcizzare, di uccidere in me la vanità letteraria che trasforma gli scrittori in letterati. L'avvenire, per noia, mi dimostrò che non ero riuscito in questa impresa".
Quarta di copertina
Eugène Ionesco: "Ero molto giovane quando ho scritto questo testo su Victor Hugo, testo che avevo completamente perso di vista e che è stato ritrovato su una vecchia rivista romena [...]. Quand'ero giovane mi piaceva demolire (oggi si direbbe demistificare) i grandi uomini, le istituzioni (l'establishment, così lo si chiama da alcuni anni). A quell'età, Victor Hugo era per me al tempo stesso un grande e un'istituzione. Questa biografia ironica che ho voluto scrivere non è stata terminata, si è fermata mi pare al quarantacinquesimo anno del grande genio, a prima dell'avvento del Secondo Impero. Quando ho scritto questo libro, alcuni decenni or sono - Ionesco scrive nel 1982, per Gallimard -, l'eloquenza non piaceva, ci si atteneva al precetto di Verlaine: 'Prendi l'eloquenza e tirale il collo'. E in Victor Hugo era proprio l'eloquenza a infastidirmi [...]. Volevo sopra tutto divertirmi, scandalizzare. Già allora diffidavo della letteratura e dei letterati.
La politica non mi interessava ancora. E non ne facevo ancora in questo libretto. Un brutto esercizio, un'opera giovanile".
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