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La pittura
Alekseij Lazykin
a cura di Fabiola Giancotti
La pittura
Anno: 1998
Pagine: 610
Prezzo: € 258,23
Dimensioni: cm 21,0x29,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: Grandi mostre
ISBN: 887770506X

Estratto del libro
Senza conformismo e senza naturalismo, Alekseij Lazykin è, anzitutto, artista autentico. Non deraglia, né a destra né a sinistra, si attiene all'essenziale e al suo itinerario intellettuale.
Non fa dell'analisi un sezionamento algebrico della natura, come, afferma, taluni imitatori di Paul Cézanne, frammentaristi, riproduttori, in piccolo, del ricordo di Paul Cézanne.
Vedere è anche intuire, udire, capire e intendere, leggere, seguire il ritmo fra l'intero e il globale, in direzione della qualità della pittura. "L'artista non può ripetersi. Vive differenti vite". Ciascuna nel testo. Ciascuna nel museo. E del testo importano la logica, la struttura, la scrittura. Importa come le cose procedono per integrazione. Importa il globale, fino alla cifra della pittura. Fino alla qualità della vita. La pittura nella poesia. La poesia nella pittura. La pittura come scrittura della parola. La sua qualificazione assoluta.  
E già il disegno, modo dell'inconciliabile e modo del tempo. Senza il bagaglio dottrinario, il bozzetto è la prima impressione: il materiale, l'annotazione; il ritmo procede dalla materia del futuro per farsi schizzo del racconto, della fabula. Il bozzetto: non c'è luogo della pittura, ma soltanto materia.
Quarta di copertina
Il cielo, la terra e le galassie sono l'immenso museo di Alekseij Lazykin. La Russia, l'Europa, le città, i mari, i ponti, i quartieri, i monasteri, le chiese, i musei, le case di città e di campagna, i viali, gli alberi, i campi. E ancora: le nuvole, il tramonto, l'alba, la neve, il ghiaccio, il freddo, il sole. Ovunque, il paesaggio è una tavola compiuta con cui la memoria si scrive, l'opera del museo.
Alekseij Lazykin si è formato durante un decennio nella rigorosa Accademia di San Pietroburgo. Ha incontrato maestri in ciascuna fase del suo itinerario. Li ha ascoltati e ne ha tratto la lezione. Ma la sua frequentazione dei musei è essenziale per lui, come, quanto e più dell'Accademia. L'angolo di una città, lo scorcio di una campagna, un lembo di cielo fanno già parte del processo della memoria fino all'arte e all'invenzione, in direzione della qualità. Da San Pietroburgo, a Mantova, a Firenze, a Venezia, a Milano, a Petrodvoretz, a Gurzuf, a Anapa, a Minsk, al fiume Jauza, a Bologna, a Roma, a Sanremo, a Genova, a Mosca, alla Villa San Carlo Borromeo, Alekseij Lazykin offre la cifra della pittura, la cifra del Novecento, la cifra della poesia. La cifra della civiltà.
(Armando Verdiglione)
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