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Francisco Goya, Salvador Dalí
Fernando Arrabal
a cura di Carmine Benincasa
Francisco Goya, Salvador Dalí
Anno: 1992
Pagine: 110
Prezzo: € 25,31
Dimensioni: cm 21,0x29,5
Legatura: brossura con alette

Collana: L'arca. Pittura e scrittura
ISBN: 8877703334

Dalí: avventuriero della pittura e dell'esistenza, mai arruolato da nessun conformismo, inviso da comandanti e dirigenti. Goya alla corte dei potenti: eppure, quando esegue i ritratti della famiglia reale, inserisce un particolare sfrontato e ironico. Per tale vicinanza, non può stupire che la penna spregiudicata e spaesante di Arrabal tragga occasione, da ciascuna opera di Goya e Dalí, per la scrittura di un'altra opera.

Estratto del libro
Due sono le spiegazioni del mistero del cannibalismo religioso che si offrono a Goya: o si mangia Dio, comunicandosi perché Questi ceda al credente una parte delle sue infinite virtù, oppure, per placare la collera di Dio, gli si offre una vittima propiziatoria che morirà divorata. In tal modo, Dio si nutre della creatura che ha creato a sua immagine e somiglianza. [...]
Nel quadro, il dio ellenico Saturno divora, con avida ferocia, un povero mortale. Se gli fosse concesso lamentarsi, Goya sceglierebbe il ruolo della vittima. Giunto all'età di settantasette anni, ha sentito il bisogno di rifugiarsi in una casupola a nord di Madrid, la "Quinta del Sordo". La reazione assolutista vuole divorarlo, consumarlo, condannarlo, "anonimizzarlo".
(Fernando Arrabal, commento al Saturno di Goya)

Il sogno, secondo Dalí, c'ispira o ci orripila ma in pari tempo ci permette di analizzare le nostre passioni o le nostre frustrazioni. Un mondo onirico è a tal punto arricchente o traumatizzante, che non potremmo sopportarlo senza servirci delle stampelle che la realtà ci mette a disposizione. Ecco perché nel quadro le labbra di Dalí richiedono almeno tre stampelle per potersi spostare. Grazie a una di esse, il cane non cade zampe avanti. [...]
Dalí ha detto e ripetuto ciò che probabilmente ogni artista o scrittore in buona fede potrebbe proclamare: "Il fatto che non sappia che cosa significano i miei quadri nel momento di dipingerli, non vuol dire affatto che non siano significativi. Al contrario, affermo che sono così profondamente significativi da andare addirittura al di là della semplice analisi dell'intuizione logica". Del resto, è certo che gli uccelli ne sanno ben poco di ornitologia.
(Fernando Arrabal, commento al Sogno di Dalí)
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