Un romanzo fantascientifico che è un inno alla pace tra i popoli
Questo romanzo eclettico riflette nella sua prosa asciutta e vivace le principali caratteristiche dell'autore, uno dei più grandi intellettuali francesi contemporanei. È un romanzo storico che restituisce l'attualità di alcune vicende antiche, le proietta nel futuro per poi riportarle alla nostra contemporaneità. È un romanzo politico, in cui l'autore affronta il tema della pace, della ragion di stato e delle gravi conseguenze, per il pianeta, della stupidità umana. È un romanzo a chiave, dove troviamo accostati miti millenari come il Golem di Praga e l'Epopea di Gilgamesh, il Cantico dei Cantici e Mozart, i cabalisti e le parole di Re Lear. Ma è soprattutto un romanzo indimenticabile, capace di divertire e far pensare. Estratto del libro
Alla fine dell'undicesimo secolo, un giovanotto elegante mendicava lungo le strade di ventura. Da convento a yeshiva e da wakf a ashram, vestito con pantaloni a sbuffo e giubba di pelo, andava alla ricerca, diceva dei più sapienti dottori delle religioni.
A alcuni si presentava come un medico di nome Sabbatai Donnolo. Da altri si faceva chiamare Seferyo l'Astronomo. A tutti mostrava un rotolino di cuoio bordato di lana, da cui non si separava mai, nemmeno quando dormiva. Vi si leggeva, scritto in ebraico con bella e minuziosa grafia, un testo enigmatico che chiamava SY, secondo le iniziali delle due parole che significano Il libro della creazione.
Quarta di copertina
Perché di loro rimanga una traccia perenne, gli uomini decidono la costruzione di un ponte che solchi i cieli, collegando Cana – il cervello dell'universo, terra antichissima, culla delle civiltà – con il Cuore – isolotto dove sono raggruppate tutte le fonti di energia. "Porta del cielo", così sarà chiamato. Ma la costruzione del ponte scatena interessi contrastanti, fino all'annuncio di una guerra che con la distruzione del Cuore porterà alla distruzione dell'universo. Un embriologo, per salvare il patrimonio di cultura e di arte dell'umanità, fabbrica un popolo di chimere: uomini e donne dalla vita eterna, nel cui patrimonio genetico sono iscritti i ricordi e le caratteristiche dei personaggi della Novella, l'antico testo sacro del popolo di Cana. Perché la Novella sottenda nuovamente la vicenda dei popoli fino alla pace e alla prosperità.
Che ciascuno trovi il suo posto nella leggenda, che ciascuno faccia della sua vita un'opera d'arte: questo il messaggio di pace che Attali ci propone all'alba del terzo millennio.
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