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Ragioni di vita
Antonio Saccà
Ragioni di vita
Anno: 1994
Pagine: 155
Prezzo: € 15,49

Collana: Romanzi
ISBN: 8877703954

Tre racconti che innalzano l'arte a unico baluardo contro il dilagante conformismo

Attraverso le vicende dei protagonisti dei tre racconti, Saccà dipinge, con tratti decisi, gli aspetti più quotidiani e al tempo stesso più inquietanti del "disagio della civiltà". Ma nulla, né la fuga né la trasgressione, varrà contro l'asfissia del luogo comune nella società conformista. Restano, ancora e soltanto, l'arte e la scrittura.
Estratto del libro
Non so neppure io perché scrivo, ma d'improvviso, involontariamente mi sono trovato con la penna in mano seduto davanti al foglio bianco e ho scritto: 'sono le 21 e 30 di sera e non sto bene', così, come se fosse un inizio di diario... poi me ne sono accorto, che scrivevo, e ho letto appunto la frase: 'sono le 21 e 30 di sera e non sto bene' e non ho più saputo continuare. Alcuni anni fa scrivere mi sembrava l'unica ragione della mia vita, lo facevo spontaneamente, come uno fa il medico, un altro il calzolaio, il paracadutista: per me era naturale alzarmi al mattino, lavarmi, vestirmi, gustarmi una piccola colazione, mettermi al tavolo e scrivere i pensieri e le impressioni che durante la notte o il giorno prima o in quel momento mi venivano alla mente. Se ci rifletto è da due anni, esattamente da due anni e cinque mesi che io non scrivo, non ne sento più il bisogno... E infatti, perché scrivere? Per chi scrivere? All'arte non credo, anzi non che io non ci creda, ma gli altri mi hanno fatto capire che l'arte non ha più posto in questo nostro mondo.
Quarta di copertina
Tre racconti. Pensieri sconclusionati dovuti all'insonnia narra, in prima persona, vicende, apparentemente lasciate in successione involontaria, in cui l'insonne scrivente, un professore, dice di sé e degli abitanti dell'edificio dove abita. Tutto e tutti infastidiscono il narratore, la vicina di porta, pazza e timorosa, la coppia accanto, sempre in cerca di novità, gli studenti della scuola nella quale insegna, la vita stessa e lui medesimo. Un sogno di quiete solitaria, nella mancanza di ogni presenza esterna o nella cessazione di ogni esistenza, insorge nella mente del narratore, unica soluzione all'impossibilità di rapporti non disturbati con la realtà. È attesa della distruzione, attesa e volontà di distruzione che fanno tollerare le giornate al rabbioso scrittore. Anche nell'Impossesso chi narra è un professore: egli s'innamora di una studentessa. Questo innamoramento è vissuto dal professore come una radicale perdita di essenza, che egli ripone nella fanciulla, Agnese. Avendo scoperto che Agnese contiene la ragione di vita del professore, costui cerca di farle capire che Agnese dovrebbe, deve sentire l'orgoglio di persona essenziale, di persona che risolve la vita: bella, giovane, amata. La ragazza non è disposta né a ricevere né a darsi importanza, vuole essere "come le altre", fuggirà l'insostenibile consapevolezza di scopi ardui che le impongono di valere. In Mal d'Europa è il narratore a fuggire dalla città in cui la donna amata, non credendo nel suo amore, gl'impedisce di vederla. Per non soffrire il quotidiano rifiuto, la fuga, appunto. Negli Stati Uniti. Per annientarsi in un Continente. Ma proprio l'annientamento della civiltà causa la ribellione: sia salva almeno la civiltà, se non possiamo salvarci dalla morte. Il ritorno in Europa avviene con questa determinazione.
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