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Pablo Picasso, Aleksej Lazykin
Francesco Saba Sardi
Pablo Picasso, Aleksej Lazykin
Anno: 2007
Pagine: 160
Prezzo: € 60,00
Dimensioni: cm 21,0x29,5
Legatura: brossura con alette

Collana: L'arca. Pittura e scrittura
ISBN: 9788877707796

Estratto del libro
Ho parlato in precedenza della "inacchiappabilità" di Picasso. Sarebbe vano, voglio dire, tentarne una definizione comprensiva, conclusiva. Che certo non va cercata nel cubismo, di cui non fu l'unico rappresentante. Perché Picasso ha per lo meno preso in considerazione, sempre adottandoli, sempre reinterpretandoli, tutti i linguaggi della sua epoca, ha tenuto d'occhio quelli del passato, ne ha anticipato più d'uno del futuro. La sua influenza è avvertibile in molti ambiti dell'arte e delle arti applicate, e la sua è stata sempre arte culta, ufficiale, di forte impianto logico-discorsivo, sia pure con brevi escursioni nell'arte marginale, quella alla quale non si applicano i criteri e le referenze dei prodotti di autori riconoscibili e riconosciuti.
(Francesco Saba Sardi, Picasso)

Lazykin è nato nel 1928. I suoi esordi di artefice della pittura hanno avuto luogo nel clima totalitario – e nient'affatto globale, e anzi "idealistico" – dell'URSS. Dove, come del resto in altri stati totalitari, il Discorso, con il quale Lazykin si è trovato fin dall'inizio alle prese aveva connotati immediatamente politici. E dal momento che la lingua della pittura non può che essere quella del pettegolezzo, e dunque del conformismo, ne conseguiva che Lazykin, per liberarsi dai lacci del Discorso, non poteva limitarsi [...] non poteva bastargli essere un dissidente, in fin dei conti un artista più o meno blandamente perseguitato ed entro certi limiti tollerato.
La questione che dunque si pone è: fino a che punto Lazykin si è affrancato da quei lacci? fino a che punto è stato, in quegli anni, un pittore che rispondeva all'"incontro"con se stesso anziché con il potere? fino a che punto ha seguito la momentaneità dell'"ispirazione", che è fugace, immediata – che è l'hic et nunc – evitando che venisse sopraffatta dall'"artigianato"?
(Francesco Saba Sardi, Lazykin)
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