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La politica. Atti del Festival della modernità. Milano 29 novembre-2 dicembre 2007
AA.VV.
La politica. Atti del Festival della modernità. Milano 29 novembre-2 dicembre 2007
Anno: 2008
Pagine: 659
Prezzo: € 25,00
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: Università internazionale del secondo rinascimento
ISBN: 9788877708403
Contributi di: Ahmad Rafat, Aldo Gerbino, Aleksandr Kabakov, Aleksandr Kušner (Kusner), Alessandra Tamburini, Alessandro Atti, Angel Cuadra, Anna Gloria Mariano, Anna Martini, Anna Spadafora, Anton Dončev, Antonella Silvestrini, Arianna Silvestrini, Armando de Armas, Armando Verdiglione, Augusto Ponzio, Barbara Sofer, Carlo Marchetti, Carlos Carralero, Corrado Sforza Fogliani, Cristina Frua De Angeli, Cyril Maillefer, Daniela Bensky, David Rasnick, Dora Boneva, Ebrahim Nabavi, Efrem Zver'kov, Ekaterina Špikalova, Elena Nevzgljadova, Elia Colabraro, Elio Giunta, Emil Avramov Kalo, Evandro Agazzi, Ferdinando Ambrosino, Ferdinando Cionti, Fernando Arrabal, Florestan Peters, Francesco Amato, Francesco Saba Sardi, Georgij Prjachin, Georgij Gačev, Gerald Schroeder, Giancarlo Comeri, Gianni Verga, Hamid Sadr, Harry Wu, Irène Zaiontchec, Israël Eliraz, Jean-Marc Philippe, José Rebelo, Leonid Vilenčik, Ljubomir Levčev, Ljubov' Širšova (Sirsova), Luce Arrabal, Luis de la Paz, Maksim Zamsev (Zamšev), Marco Maiocchi, Maria Antonietta Viero, Mary Sellani, Massimo Stucchi, Matjaž Potrč, Michal Nedelčev (Nedelcev), Millo Borghini, Nadine Shenkar, Natal'ja Ušatskaja Jakovleva, Nawal El Saadawi, Orlando Fondevila, Otto Hieronymi, Paolo Pontiggia, Poel' Karp, Rajna Vasileva, Roberto Busa S.J., Roberto Cecchi, Roberto Panichi, Ruggero Chinaglia, Ruggero Guarini, Sergej Filatov, Sergio Cassandrelli, Sergio Dalla Val, Sergio Katunarich, Sherif Hetata, Sibila Petlevski, Stefania Persico, Stefano Pillitteri, Susan Petrilli, Teofana Stoyanova, Teresa Rasnick, Uwe Henrik Peters, Viktor Šenderovič, Viktor Erofeev, Zhou Qing
L'altra accezione di politica è l'ospitalità

Guarda il filmato di RaiNews 24
Estratto del libro
Politica, come dire pólis, metropoli.
[...] Pólis, come dire "scrittà". La città che si scrive, che non potrebbe essere senza segni tracciati su carta, incisi su lapidi, stampati su targhe, accesi su schermi. Pólis è la letteratura e può essere la scrittura che va al di là della letteratura; pólis è il discorso, ma è anche la poiesis, l'invenzione.
[...] Pólis è un oggetto immobilmente mobile. In perenne movimento dentro se stesso, pur essendo anche l'epitome della stanzialità. Un oggetto in perenne rotazione, che irradia immagini che obbligano alle interpretazioni.
Ruotando, l'oggetto-pólis rivela alcune facce che appaiono di maggiore incidenza di altre proiezioni forse secondarie.
Nessuna delle quali ha però l'assoluto predominio. La politica, come è facile rilevare dal manifesto di convocazione di questo festival, comporta una congerie di temi. Di possibili discorsi. Tanti da far credere che sia difficile sottrarsi alla politica, da essere indotti a prestar fede all'affermazione, tanto spesso ripetuta, che "tutto è politica", che alla politica mai ci si sottrae, persino quando – e anzi sopra tutto – ci si dichiari indifferenti alla politica. [...]
Ma esiste una designazione, un preciso equivalente concettuale del termine "politica", che non sia una sensazione, un'appartenenza o un rifiuto, qualcosa di attinente alla sfera dei sentimenti? O la politica, la pólis, è designata soltanto dalle sue molte proiezioni?
(Dall'intervento di Francesco Saba Sardi)
Quarta di copertina
La politica, quindi l'economia e la finanza, sembra appartenere alle dottrine dell'economia politica o della morale politica. Non è così. Quelle sono dottrine poste esattamente contro l'economia e la finanza: contro l'economia, che esige che la ricerca e la memoria si scrivano, e che è l'altrove della ricerca; e contro la finanza, che esige che l'impresa si scriva, e che è l'altrove dell'impresa. Le dottrine ne postulano la fine. Postulano cioè la fine dell'altrove. L'assenza dell'altrove è il postulato stesso dell'utopia. L'altra accezione della politica è l'ospitalità, con quello che abbiamo chiamato il gusto dell'ospitalità. È politica pragmatica, intellettuale, narrativa. Politica che si scrive e che dà un'altra accezione d'impresa, un'altra accezione di città, di banca, di compagnia di assicurazione, di azienda. È la politica che esige il dispositivo di parola e che non s'inscrive nella polemologia. Non appartiene al discorso della guerra. Non appartiene al discorso della politica. È la politica altra.
(Armando Verdiglione)
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