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La mentalità comunista
Vasil' Bykov, Vladimir Bogdanovic Rezun (Suvorov, Viktor), Vladimir Bukovskij
La mentalità comunista
Anno: 2001
Pagine: 115
Prezzo: € 15,49
Dimensioni: cm 14,0x21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta

Collana: Università internazionale del secondo rinascimento
ISBN: 9788877705723

Tre intellettuali illustrano un regime dispotico nato dalla massima utopia del secolo scorso

Un noto scrittore bielorusso, un ex maggiore dei servizi segreti sovietici condannato a morte in contumacia e uno scrittore russo dissidente si confrontano sull'URSS e la sua caduta. Ne emergono testimonianze sulla loro vita privata, sulle loro lotte e sulla vita intellettuale in un paese oppresso dal regime.
Sullo sfondo le conseguenze del crollo e la scoperta di una grande delusione: quelli che venivano considerati luminari si rivelano semplici burocrati, quello che sembrava il miglior mondo possibile svela un inferno di repressione, quella che doveva essere una democrazia diviene una dittatura.
Si ha finalmente la possibilità di rileggere l'URSS dalla prospettiva inedita di chi ha vissuto le vicende dall'interno ed ha avuto il coraggio di parlare.


«Tre personaggi di spessore e di coraggio, Vladimir Bukovskij, Vasil Bykov, Viktor Suvorov, si sono battuti contro il regime sovietico e ne hanno pagato le conseguenze in privazioni, anni di gulag, ricoveri in cliniche psichiatriche, come era di norma per sani di mente dissenzienti. Ora, nel 2001 a dieci anni dall'ammaina bandiera ufficiale dell'Urss, si chiedono: esiste ancora una mentalità comunista? Chi ha conquistato il potere in Russia? I tre ne hanno scritto singolarmente e parlato insieme».
(Massimo Caprara, "il Giornale")

«Adesso, ci viene offerta, con le interessanti testimonianze dei tre ex dissidenti, l'opportunità di riflettere sugli avvenimenti storici che hanno coinvolto la Russia nel corso di questo secolo, attraverso una visuale che potremmo definire senza ironia "privilegiata", propria di coloro che hanno vissuto ed affrontato dall'interno "La mentalità comunista", fornendo una chiave di interpretazione che trova le proprie radici in una cultura profondamente diversa da quella di molti di coloro che in Occidente hanno tentato di comprendere e dare significato alle medesime vicende senza però raggiungere i risultati sperati».
(Fabio Ranucci, "Nuovo Caffè letterario")
Estratto del libro
La cosa più stupefacente è che la società, educata in un clima demagogico, non è più in grado di distinguere il terrorismo di stato dal terrorismo di altro genere. Molti russi, mentre pensano che le esplosioni che sono costate a Mosca la vita di centinaia di persone siano una cosa terribile, ritengono che avere trasformato la splendida capitale della Cecenia in un cumulo di macerie sia un bene per il paese. Qui, cogliamo la distorsione operatasi nella coscienza della società, la trasformazione nel suo contrario [...].
Quarta di copertina
Sono qui raccolti gli interventi, pronunciati in Italia, di tre grandi intellettuali, Vladimir Bukovskij, Vasil' Bykov, Viktor Suvorov. Interpellati in differenti occasioni – per l'uscita di un loro libro, durante un congresso internazionale, in dibattiti pubblici – hanno dato la loro testimonianza di vita e di battaglia intellettuale. E hanno risposto alla domanda: "Esiste ancora una mentalità comunista?".

Vladimir Bukovskij: "Il comunismo non è stato battuto, quelli che hanno cooperato con esso non sono stati né condannati né eliminati, tutt'altro: oggi sono al potere... In Italia sono arrivati al potere i comunisti per la prima volta nel dopoguerra, e nessuno è sembrato preoccuparsene. Io temo che noi viviamo in una situazione di schizofrenia morale e non siamo più capaci di dire bianco al bianco e nero al nero. E finché non riusciremo a farlo, finché il comunismo non verrà sottoposto a un processo di Norimberga come quello a cui fu sottoposto il nazismo, non potremo affermare di esserci liberati del comunismo...".

Vasil' Bykov: "Se noi perdiamo di vista l'unico scopo dei bolscevichi, dei comunisti e dei dittatori, il rafforzamento della presa del potere, è impossibile capire la logica del loro modo di governare. Il loro esercizio del potere è dialettico: oggi condannano il nazionalismo e il giorno dopo gli danno il benvenuto; oggi esecrano il terrorismo ma non esitano a farne uso domani, dove faccia loro comodo. Dopo aver messo in guardia la società contro il terrorismo individuale, applicano i metodi del terrorismo di stato...".

Viktor Suvorov: "Se siete davvero intenzionati a salvare il vostro paese e l'Europa dal totalitarismo, dovrete prima di tutto mutare radicalmente il vostro atteggiamento nei confronti del comunismo sovietico. Ma questo potrà avvenire soltanto se ci sarà un processo, se si apriranno gli archivi e il mondo potrà finalmente vedere per intero la vastità dei crimini del comunismo...".
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