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Il valore dell'Italia. Atti del Festival della modernità Milano 30 novembre-3 dicembre 2006
AA.VV.
Il valore dell'Italia. Atti del Festival della modernità Milano 30 novembre-3 dicembre 2006
Anno: 2007
Pagine: 492
Prezzo: € 25,00
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura

Collana: Università internazionale del secondo rinascimento
ISBN: 9788877707819
Contributi di: Montevago, Aldo Gerbino, Aldo Trione, Aleksandr Kušner (Kusner), Alekseij Lazykin, Alessandra Tamburini, Anna Spadafora, Anton Dončev, Arcangelo Mazzoleni, Armando Verdiglione, Augusto Ponzio, Boris Kurakin, Carlo Marchetti, Carlo Sini, Cristina Frua De Angeli, Dora Boneva, Elena Nevzgljadova, Elia Colabraro, Elio Giunta, Elisabetta Costa, Evgenija Dürer, Ferdinando Ambrosino, Ferdinando Cionti, Fernando Arrabal, Francesco Amato, Francesco Saba Sardi, Francesco Zuzic, Gennadij Uranov, Georgij Gačev, Giancarlo Mengoli, Giorgio Bosco, Giovanni Chiarini, Guido Celestino Crapanzano, Irène Zaiontchec, Italo Mereu (Merit), Konstantin Skrjabin, Leonid Vilenčik, Ljubomir Levčev, Lorenzo Conti Lapi, Lorenzo Jurina, Luce Arrabal, Luigi Condemi di Fragastò, Marco Castellucci, Marco Maiocchi, Maria Antonietta Viero, Massimo Mola, Matjaž Potrč, Maurizio Bendandi, Millo Borghini, Nadine Shenkar, Natal'ja Ušatskaja Jakovleva, Nawal El Saadawi, Paolo Pontiggia, Poel' Karp, Rajna Vasileva, Roberto Busa S.J., Roberto Cecchi, Roberto Cestari, Roberto Panichi, Ruggero Chinaglia, Ruggero Guarini, Sandro Trotti, Sergej Filatov, Sergio Dalla Val, Sergio Katunarich, Sergio Mattia, Simon Mol, Stefania Persico, Susan Petrilli, Uwe Henrik Peters, Viktor Erofeev
Estratto del libro
Siamo riuniti in questa bellissima Villa per meditare sul valore dell'Italia, per se stessa e per la storia, la civiltà e la cultura del mondo. Sono arrivato dalla Russia, ed è interessante come questo valore venga visto dall'ottica, dallo spazio e dalla mentalità russi. La mia relazione si impernia su due aspetti, uno storico, l'altro estetico. Quello storico riguarda l'unicità dell'Italia, ovvero come su questa piccola penisola siano comparse due civiltà di portata mondiale: Roma e il suo impero e, a distanza di un millennio e mezzo, un'altra civiltà di portata ugualmente mondiale, l'Italia. [...] Perché l'Italia, sotto il profilo estetico, attrae come una calamita la gente del Nord europeo? Rispondo con una parola: "marcato".
[...] per quanto riguarda la fonetica, l'articolazione italiana dei suoni è la più pulita. Tutte le vocali e le consonanti sono collocate al posto giusto, nel classico posto che loro compete, non si spostano in balia dei venti umidi e tempestosi dello sviluppo storico, com'è avvenuto e avviene nei paesi germanici, dove sembra che le parole di origine latina abbiano preso il raffreddore, perché vengono pronunciate con suoni nasali, basti pensare alle varianti francese e inglese della parola intuizione. Insomma, la cavità orale in Italia presenta una chiara architettura romanica, ben diversa da quella gotica tedesca e da quella inglese barocca.
Ecco perché la lingua italiana è la lingua eletta, come esiste il popolo eletto. È la lingua eletta del bel canto e dell'opera. Persino l'austriaco Mozart componeva le sue opere su libretti italiani (anche libretto è un termine italiano). In quanto al latino, per la sua precisione e razionalità è diventato universalmente la lingua eletta della giurisprudenza, della medicina, della scienza e della filosofia, che dal latino hanno attinto moltissimi termini. Nell'arte e nella letteratura italiane tutto risulta egualmente nitido e definito, compresi i caratteri e le passioni della gente.
Quarta di copertina
Se a ciascun italiano chiediamo come va l'Italia, ci risponderà che va male. Oppure, se non risponderà che tutto va male, risponderà che il valore è la bellezza. Se invece chiediamo a qualsiasi britannico come va il Regno Unito, risponderà che il valore è l'essere ("Essere o non essere?" non è più stato un problema). In Francia importano il vero, la ragione sull'Altro e sulle cose, importano i piani, gli assi, le coordinate (se le coordinate sono a posto, allora tutto va bene): è il trionfo della ragione, che anche la rivoluzione francese celebra; come una ballerina, la dea ragione è stata messa nella cattedrale di Notre-Dame. In Germania, è stato sempre considerato valore il bene: l'ontologia del bene, il bene che si raggiunge con gli sforzi e con i sacrifici; ciascuna istituzione, ciascuna impresa, deve raggiungere tutto il bene, il sommo bene. Come sfatare l'ideologia nazionale, anche l'ideologia italiana, che pure si è man mano costituita contro il rinascimento?
Il valore dell'Italia è il valore per ciascuno, in ciascun angolo del pianeta. Il valore della parola. Il valore di ciò che si cerca e di ciò che si fa. E quando noi diciamo "valore intellettuale", in questo valore non c'è più l'ideologia italiana. Non c'è più nessuna ombra di patriottismo.
(Armando Verdiglione)
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